"E’ forse una delle produzioni italiane più significative di questo buio momento storico
per lo spettacolo in cui il web è diventato il vecchio “garage” dove parcheggiare
o rottamare qualunque cosa per mostrarsi “attivi” e “performanti”.
[...] Se anche ci siamo man mano assuefatti a essere spettatori digitali di contenuti
riversati a raffica sui vari canali social, con un occhio al desktop e l’altro al cellulare,
non abbiamo però, perso la capacità di comprendere quando un progetto
ha fatto davvero un passo in avanti sul tema del rinnovamento della scrittura scenica, della drammaturgia o coreografia sul web.
Così è stato per Nicola Galli che facendo inconsapevolmente suo
il tema della “cultura convergente” di Henry Jenkins, unendo cioé gaming
e teatro e usando l’ambiente web e le sue dinamiche interattive, ha creato
un gioco coreografico collettivo davvero ben congegnato.
[...] Ma non è solo un gioco: il lavoro coreografico si è interfacciato in modo preciso con quello
informatico per definire aree di spostamento, potenziali movimenti possibili per non “uscire” dal campo visivo dello spettatore.
Accorgimenti e limiti di tempo e spazio diventano come la rima e la metrica,
una possibilità creativa infinita, migliaia di possibili variazioni intorno a un solo
luogo dato che noi guardiamo dal video live. Nessun automatismo algoritmico:
la creazione è viva e presente, e il senso di coinvolgimento deriva proprio dal
gioco qui e ora, che è accattivante quanto più le regole sono chiare e quanto più
il gioco è espresso in ogni sua sfumatura collettiva.
"
Anna Maria Monteverdi [ www.annamonteverdi.it ]
"La purezza estetica minimale delle 33 tessere, la trascrizione calligrafica e simbolica della varietà di elementi
che compongono uno spettacolo di danza ha trovato una versione virtuale di elevata bellezza; la chat,
che apparentemente collegava ma non univa i concorrenti in una naturale alleanza (cosa che solitamente
avviene con Genoma Scenico giocato dal vivo) si è connotata allora come strumento per la conduzione del gioco.
L’introduzione alle regole, dapprima prevista come video pre registrato introduttivo, viene invece lasciata alla
declamazione diretta dal vivo, nel tentativo di entrare in empatia con i partecipanti e di creare un'atmosfera più calda e accogliente.
[...] Parte del successo di questa esperienza di residenza e della sua restituzione nasce a mio avviso dalla naturalezza
della migrazione del progetto da offline a online; il gioco piace, diverte e convince perché il concept e
la sua traduzione digitale non sono mai stati concepiti e realizzati letteralmente, anzi: Genoma Scenico
trova su internet e nella dimensione virtuale l’istantaneità della composizione
coreografica, l’interattività, la purezza estetica originari, ma anche nuove possibilità di evoluzione,
facendo aumentare le combinazioni possibili."
Federica Patti [ diario di bordo - residenze digitali ]
"[...] Il «gameplay», ovvero la somma delle nostre azioni all’interno dell’ambiente interattivo, si configura in una
forma di scrittura live coding partecipativa dagli stessi spettatori. L’utente ha a
disposizione una gamma di simboli che, come dei codici, forniscono live precise informazioni coreografiche ai danzatori.
Ad ogni partecipante viene richiesto di formare la propria linea di codice, producendo una vera e propria coreografia
modulare e rendendo ogni esibizione unica e virtualmente irripetibile. L’interazione diventa scrittura vera e propria,
e lo spettacolo diviene ponte tra l’autore e lo spettatore in una sorta di continua creazione,
una mutevolezza imprevedibile ritmata a suon di «click!»."
Giuseppe di lorenzo ["Punta e clicca", La Falena - 1/2021 ]