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Orizzonti_nuovi linguaggi, nuovi autori: Nicola Galli

Written by Giuseppe Distefano
Published on Danza&Danza magazine [November 2014]


Spiccata sensibilità per la creazione interdisciplinare, Nicola Galli, ferrarese, classe 1990, mette in scena configurazioni fisiche e geometrie alla ricerca di un'armonia naturale. A partire da una complessa analisi della stratificazione del corpo.

La sua formazione è legata alla ginnastica. Com’è avvenuto il passaggio alla danza?

Ho praticato ginnastica artistica dai 4 ai 16 anni ma la grande curiosità legata all'anatomia umana e alle possibilità di indagine sul movimento mi hanno spinto ad affiancare lo studio di questa disciplina a percorsi di teatro, danza e pratiche fisioterapiche.

Esperienze formative sono state, prima il Teatro Nucleo, poi con Francesca Pennini e il suo Collettivo Cinetico. Cosa ha appreso da entrambi?
Dal Teatro Nucleo custodisco l'origine del gesto e la ricerca sulla presenza, da CollettivO CineticO conservo la natura chiara e visiva della scrittura scenica. Inoltre l'esperienza a contatto con lo spazio urbano ha incentivato l'attivazione verso la cura del contesto in cui si inserisce una creazione.

Delle ultime visioni cutanee e, prima, O/proiezione dell’architettura ossea fanno parte di una sua ricerca legata alla “stratificazione corporea”. Può spiegare cosa significa esattamente questo tuo concetto?
L'analisi degli strati corporei è il fulcro di ogni mia ricerca. Dall'epitelio superficiale all'impalcatura endoscheletrica, l'osservazione per strati mi permette di creare ordine visivo e percettivo, concentrando il focus sul singolo elemento indagato. La suddivisione trova poi fusione e slancio vitale offrendo una visione completa della struttura corporea.

Il recente Jupiter and beyond, primo lavoro in cui è solo autore e non interprete, si ispira al film di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio. Un progetto curioso per la fonte d’ispirazione. Com'è nato?
Mi incuriosisce il percorso evolutivo, la progressione e la dilatazione temporale che l'opera di Kubrick offre. I corpi che compongono la creazione sono l'elemento di origine da cui nasce la scrittura coreografica, cucita sull'anatomia dei singoli. Le personali esperienze hanno premesso di ricercare l'origine del gesto e del movimento.

Come prepara i suoi lavori?
Il processo di creazione inizia da un pensiero teorico e preparatorio attraverso la lettura di saggi, atlanti, e parallelamente ricerco riferimenti pittorici, cinematografici e sonori, alimentando un immaginario virtuale che definisce gradualmente il contesto in cui la creazione trova la giusta forma. Successivamente intraprendo la ricerca pratica che trova connessione e aderenza tra corpo, luce e suono. Da questo principio di pensiero compongo la scena generando un'esperienza visiva e sensoriale.

Il suo si potrebbe definire un “pensiero geometrico”, nel senso di concepire i corpi dentro strutture geometriche. Ha lavorato sulle linee e ora indaghi la curva. Quale pensiero muove questo suo interesse e ora questa tua fase? E come si traduce in scena?
Dalla mia formazione conservo il rigore della linea, capace di sciogliersi in una morbida architettura. Il corpo è capace di incastonarsi in geometrie che sa, per sua natura, creare e interpretare fino ad oltrepassare il confine della pelle, irradiandosi nello spazio intorno. Mi avvicino ora ad un immaginario ricco di simboli che predispongono una curvatura delle linee. In scena il pensiero luminoso e spaziale sostengono i corpi che si immergono all'interno, cucendo una serie di traiettorie per ottenere un reticolato di pensieri.

A ottobre ha debuttato il nuovo assolo "Delle ultime visioni cutanee" al Festival Città delle Cento Scale a Potenza. Di cosa si tratta?
Di un dispositivo ottico e motorio che presenta un ambiente installativo che analizza il principio della riproduzione in serra, in cui corpo e oggetti sono sottoposti a esercizi di manipolazione per esercitare un focus sul dettaglio.

Obiettivi prossimi?
Dopo la ricerca lineare sul pianeta Giove, questo inverno proseguirò la ricerca sulla curva dirigendomi sui satelliti più vicini al pianeta Terra.





nicola galli Danza&Danza