Il mondo altrove
nuova ricerca 2020 / 2021

produzione: TIR Danza, stereopsis
co-produzione: MARCHE TEATRO / Inteatro Festival, Oriente Occidente
concept e coreografia: Nicola Galli
danza: Margherita Dotta, Nicola Galli, Nicolas Grimaldi Capitello, Silvia Remigio
musica: Giacinto Scelsi, 3/4 had been eliminated
oggetti scenici: Giulio Mazzacurati
maschere e costumi: Nicola Galli
residenze artistiche: DID Studio / Ariella Vidach, Centro di Residenza della Toscana (Armunia - CapoTrave / Kilowatt)
con il sostegno di: Rete Almagià
durata: 50 minuti

Il mondo altrove è una creazione coreografica in forma di rituale danzato, che celebra secondo una logica scenica il moto di un mondo inesplorato.
Nel tracciare un percorso ideale tra Occidente e Oriente, il lavoro è liberamente ispirato ai rituali indigeni dell'America del Sud, ai simboli e alle tradizioni del teatro Nō giapponese, e all'ossessiva, per certi versi mistica ed eccentrica ricerca musicale del compositore Giacinto Scelsi intorno all'idea sferica del suono.
Dalla porta centrale - che domina lo spazio e cela un altrove - avanzano quattro figure sciamaniche finemente adornate per condurre una cerimonia magica e senza tempo. Il movimento dei corpi e i lineamenti dei loro volti - velati e riconfigurati secondo canoni estranei alla cultura occidentale - custodiscono e offrono al nostro sguardo il rituale di una possibile tradizione altra, agito all'interno di un confine circolare che delimita uno spazio ancora attribuibile al sacro e che raccoglie l'esito di una convivenza armonica tra habitat naturale e azione umana.
L'azione è pensata al crepuscolo, abbracciata dalle cromie lucenti dell'oro, del ciano e del porpora, per sciogliersi in un dialogo gestuale notturno, espressione di sostegno vicendevole, dono perpetuo, comunione universale e celeste.
Di fronte a questo linguaggio fisico siamo invitati a decifrare i “geroglifici” di questa civiltà ignota, selvatica e capovolta; siamo ospiti chiamati a un esercizio di superamento del confine di ciò che conosciamo, scoprendoci stranieri tra gli stranieri. Accogliere un mondo nuovo e aprirci a un sistema ignoto significa entrare in contatto, senza gerarchie precostituite, con la poesia di segni muti e opachi, sia che appartengano al mondo animale, al mondo vegetale o a una qualsiasi cultura alternativa. Accettando la messa in discussione di qualcosa di sé e ritrovando la propria umanità nel riflesso dell'incontro.

Nicola Galli

Nicola Galli