"Dai paesaggi installativi, alle stratificazioni dell'architettura ossea, alla ricerca sul sistema planetario.
In Deserto digitale
(Premio Equilibrio 2018, visto a FOG Triennale Milano) troviamo tutti gli elementi della poetica
coreografica di Nicola Galli, mente fertile e sollecita a continue sperimentazioni, e qui con la recente predilezione della musica di Edgard Varèse.
[...] Enormi lenti colorate, liturgicamente manovrate e sovrapposte, creano una scala cromatica e fungono
pure da schermo per immagini di organismi viventi e per giochi d'ombra.
Il viaggio sensoriale e onirico che tutto lo spettacolo suscita - col bellissimo inizio di un Lied che evoca
'un grande sonno nero' - vede scorrere posture metamorfiche da rettile e pennuto insieme;
lotte marziali con lunghe aste, assoli e duetti sincronici col pulsare timbrico della musica;
esplorazioni di astronauta e ricognizioni corporali con sonde nella cavità orale; un corpo nudo,
che è pianta rampicante o crisalide, uscire da un carrello d'acciaio.
Molte altre le sequenze a evocare non più un deserto sconfinato ma un mondo vegetale, animale e umano fecondo di vita."
Giuseppe Distefano [ Danza&Danza Magazine - 09/2019 ]