Nicola Galli
anno: 2015

produzione: stereopsis / TIR Danza
concept, regia e coreografia: Nicola Galli
danza: Alessandra Fabbri, Nicola Galli
elementi scenici: Andrea Mosca
costumi: Elena Massari
musica: John Cage, Steve Reich, Edgard Varèse
con la collaborazione di: L’arboreto - Teatro Dimora, Rete Anticorpi XL
residenza artistica: Teatro Astoria / TIR Danza, Teatro Comunale di Vicenza, Teatro Julio Cortazar
durata: 30 minuti

creazione selezionata per la lista Anticorpi eXpLo 2015 - Network XL


VENUS è il secondo episodio della ricerca coreografica di Nicola Galli dedicata al sistema planetario.

L'immaginario astronomico e iconografico di VENUS proietta l'avvicinamento dell'uomo al proibitivo e ostile pianeta Venere, caratterizzato da un'atmosfera vulcanica e acida.
Due figure umane vi atterrano e presentano un alfabeto di gesti attraverso l’esecuzione - tanto distante quanto rigorosa - di una serie di esercizi tratti dal repertorio ballettistico e ginnico, tracciando vettori e morbide linee.
L’origine terrestre dei loro corpi ben temperati perturba l'atmosfera di Venere: il movimento è punteggiato da elementi che, cadendo sulla superficie, interrompono l'azione e richiamano all'ordine.
Le due figure procedono tessendo un disegno sinuoso e curviforme, alla ricerca di una possibile quiete. Un deflusso d'acqua spezza però l’apparente armonia, annientando la loro curiosità e innescando un ultimo impetuoso tentativo di difesa.
Ormai sconfitte, contemplano il lontano pianeta Terra, maestoso e centrale nel panorama celeste, nel velato desiderio di farvi ritorno.

Nicola Galli

"[...] Possiede un immaginario vasto che riesce a canalizzare in dispositivi teatrali in cui non nega valore a forti sviluppi estetici. Si tratta di Nicola Galli che nell'estratto da Venus ha dato vita ad atmosfere e suggestioni ispirate all'omonimo pianeta del sistema solare. Sotto il globo terrestre si consuma un dialogo tra un efebo flessuoso e scattante, lo stesso autore Galli, e una figura muliebre morbida e matura, l'interprete Alessandra Fabbri, in cui la continua oscillazione del pianeta tra proprietà celesti e influssi terreni prende forma in linee cadenzate e piacevoli. Una sorta di moto armonico che senza contrasti disegna un tessuto coreografico di grande fascinazione, vicino per alcuni versi ai canoni della tradizione ma ideato, come lo stesso Galli esperto di grafica afferma, partendo da un attento studio delle curve di Bézier."

Carmelo Antonio Zapparrata [ "In Vetrina: Giovane Danza con Autore" - www.artearti.net ]


"[...] Nicola Galli ha dalla sua la visionarità e la bizzarrìa, e ogni suo progetto artistico è un viaggio in un altro mondo, o meglio sarebbe dire, pianeta. In Venus è in scena con una donna matura, la sua maestra di danza Alessandra Fabbri. Creature sbarcate su Venere - pianeta abitato soltanto da una trave svedese e da un tubo grigio su cui scorrono palline-, presumibilmente in cerca di quiete, che presto si accorgono di agognare un ritorno sulla Terra, la cui immagine è proiettata sul fondale. La distanza temporale tra i due insinua nel pezzo una crasi, filiale e incestuosa, che sbalestra lo spettatore e lo tiene sul filo di lama tutta la performance. Esattamente come l'ambientazione e i costumi che al tempo stesso fanno pensare a una pièce della Graham e di Charmatz (ovvero modern e postodern). Intrigante seppure ermetico."

Maria Luisa Buzzi [ "La vetrina per il domani" - DANZA&DANZA ]


"[...] Alessandra Fabbri con la sua femminilità delicata e, al contempo, matura, domina la prima parte della pièce caratterizzata da pose che ricordano statue antiche e che si fanno espressione del pianeta stesso. Innalzata al pari della Dea Venere, il suo personaggio è accompagnato da un efebico Nicola Galli, trasformato per l’occasione in un giovane adepto preoccupato di allietarla e addolcire la difficile permanenza sul pianeta, facendola sorridere in danze simili a giochi di fanciulli. La nostalgia per la Terra, proiettata fin dall’inizio sullo sfondo, blocca però la fluidità dei movimenti, complicando la semplicità del loro rapporto e finendo per renderli più simili a un Adamo ed Eva novelli, desiderosi di abbandonare questa sorta di paradiso extra-terrestre."

Camilla Fava [ "Kilowatt Festival - Su un altro pianeta" - www.stratagemmi.it ]


Nicola Galli

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